Suez, il blocco del canale costa 8,5 miliardi al giorno

Le immagini della Ever Given, un colosso portacontainer da oltre duecentomila tonnellate, con a fianco una draga che cerca di liberare la strada alla nave incagliata nel canale di Suez hanno fatto il giro del mondo.

Ma al di là dell’effetto surreale dell’immagine l’impatto può essere disastroso sull’economia mondiale – europea in particolare. Esperti olandesi e giapponesi, nazione del cargo intraversato da martedì, hanno raggiunto l’Egitto per aiutare a riportare a galla la nave.

L’impatto del blocco in cifre

Ogni giorno di blocco costa 8,5 miliardi di euro di merci bloccate: il 10% del commercio mondiale e la stessa percentuale di gas naturale liquefatto, oltre a quasi due milioni di barili di petrolio, il cui prezzo è già aumentato.

L’indisponibilità del passaggio a Suez rischia di impattare sulle catene di approvigionamento di una lunga serie di industrie. Al tessile mancheranno le forniture di cotone indiano; alle case automobilistiche la componentistica fabbricata in Cina. E poi, alla base di tutto, il petrolio, motore dei comparti produttivi più diversi.

Reazione a catena

Anche se gli Usa ricevono la maggior parte delle merci direttamente dall’Asia, lungo la costa Ovest, secondo gli esperti l’impatto si farà sentire anche oltreoceano.

„Uno scossone in un angolo è in grado di far traballare l’intero sistema – fa notare Sharat Ganapati, economista all’Università di Georgetown, interpellata dall’Associated Press – Le importazioni dall’Europa potrebbero subire ritardi e si potrebbe verificare una mancanza di navi container per l’alta domanda di beni di consumo primari durante la pandemia“.

Sono difficoltà che, secondo gli esperti, si sommano a una catena di approvigionamento già fortemente compromessa dalla pandemia, che ha causato carenze in settori chiave, come il commercio di semiconduttori per i prodotti tecnologici e l’industria dell’auto.

Dipendenti dal commercio via mare

„Il commercio marittimo è una componente essenziale della nostra vita moderna, spiega Rose George, autrice di 90 Percent of Everything. Senza una nave che l’ha trasportata in Europa non starei parlando da una webcam, da un computer e non avrei praticamente nulla di quello che si vede sulla mia scrivania. ll 90% delle merci arriva via mare; nel Regno Unito si tocca il 95% – e ne siamo totalmente dipendenti“.

Nonostante gli sforzi di tecnici e operai potrebbero essere necessarie settimane per liberare il passaggio del canale dalla portacontainer, che ha una lunghezza di quattro campi da calcio e sta causando un’attesa di giorni per decine di navi.

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