Gran Bretagna: anno nero per la birra. Perdite nelle vendite di quasi 10 miliardi di euro

Nel celebre quartiere di Temple Bar a Dublino, cuore di pub e amanti della birra, i proprietari dei locali tirano le somme dopo un anno di pandemia da Covid-19. Chiusure, perdite economiche, e crisi. E per la seconda volta durante il Saint Patrick’s Day le serrande restano abbassate.

Nel giorno di San Patrizio, che si celebra ogni 17 marzo, di solito si producono circa 100 barili di Guinness. Ora molti barili sono ammassati nei magazzini. Alcuni pub sono riusciti a riaprire ma solo per brevi periodi quando le restrizioni erano state allentate. Da Natale tutti sono chiusi per il terzo confinamento del paese. Per alcuni proprietari il lockdown è stato necessario ma ora la gente è stanca. A poche settimane dalla prevista e graduale apertura delle attività nel Regno Unito, molti pub hanno già registrato il tutto esaurito per i posti all’aperto. Secondo la British Beer and Pub Association tuttavia meno della metà dei locali potrà utilizzare questi spazi.

L’anno nero per la birra

Secondo i dati del settore, dall’inizio della pandemia oltre 2000 pub non riapriranno più. Le vendite di birra nel Regno Unito sono diminuite del 56%, 2,1 miliardi di pinte in meno. Tradotto in soldi: meno 9,5 miliardi di euro. Il settore è preoccupato per il fatto che i pub „wet-led„, che guadagnano la maggior parte dei loro ricavi dai bevitori piuttosto che dai pasti, continueranno a faticare quando il sostegno del governo sarà ridotto e le bollette in ritardo come il pagamento degli affitti sono dovuti.

Tra sconforto e voglia di ripartire. il settore si prepara comunque ad affrontare la „nuova normalità“. L’industria ripone le sue speranze in una forte ripresa degli scambi durante la primavera e l’estate. Le birrerie all’aperto dei pub in Inghilterra potranno riaprire non prima del 12 aprile e le aree interne potranno aprire non prima del 17 maggio.

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