Da Fiumicino voli „Covid tested“: le regole per viaggiare in sicurezza

Un recente accordo tra Aeroporti di Roma e Alitalia con Delta Airlines stabilisce un nuovo protocollo per i tre voli settimanali verso gli Stati Uniti (Atlanta e New York), ma anche verso Francoforte e Monaco. Ecco come funzionano i controlli che hanno permesso di aprire i cosiddetti „corridoi puliti“ ed eliminare l’obbligo di quarantena, sia nei Paesi di arrivo che al rientro in Italia

Viaggiare in sicurezza grazie ai voli „Covid tested“. Avviene a Fiumicino, con aerei che decollano verso gli scali di Atlanta, New York, Francoforte e Monaco.

Una serie di controlli e la possibilità di fare il test antigenico rapido direttamente in aeroporto hanno permesso di aprire i cosiddetti „corridoi puliti“ ed eliminare l’obbligo di quarantena, sia nei Paesi di arrivo che al rientro in Italia.

Il test, molecolare o antigenico, deve comunque essere fatto entro le 48 ore precedenti l’imbarco, come stabilito dal recente accordo tra Aeroporti di Roma e Alitalia con Delta Airlines.

Un vero e proprio protocollo di sicurezza che per i tre voli settimanali dall’aeroporto Leonardo Da Vinci verso gli Stati Uniti ha iniziato a funzionare dall’8 dicembre.

Naturalmente anche sui voli „Covid-tested“ i passeggeri saranno tenuti a indossare sempre una mascherina chirurgica protettiva.

I passeggeri dovranno anche munirsi di un numero di ricambi adeguato alla durata del viaggio, per sostituire la mascherina ogni quattro ore.

Inoltre, prima dell’imbarco è richiesta la compilazione di un’autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Covid-19.

Si tratta di un protocollo di viaggio disciplinato dall’ordinanza del 23 novembre scorso del ministro della Salute, emanata insieme al ministro delle Infrastrutture e Trasporti e al ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

Il provvedimento sarà in vigore, salvo proroghe, fino al 15 febbraio 2021.

Non solo Atlanta, New York, Francoforte e Monaco: sembrano esserci prospettive anche per altre destinazioni. Marco Troncone, amministratore delegato Adr, ha infatti dichiarato che a breve potrebbe essere coinvolto anche il Giappone.

Ivan Bassato, direttore Airport Management Adr, ha dichiarato che è stato fatto un grande sforzo per „istituire e poi aumentare la capacità di fare il test in aeroporto attraverso i due Covid test point. Così come lo sforzo per favorire l’utilizzo di test che permettano lo screening rapido dei passeggeri con tempi di risposta certi“.

„Abbiamo istituito in maniera quasi pioneristica – dice Bassato – quella che può e deve diventare la chiave di volta per il futuro prossimo del trasporto aereo: l’adozione di protocolli standardizzati per testare tutti i passeggeri dalle aree a rischio prima della partenza piuttosto che all’arrivo“.

Secondo Bassato, infatti, „un sistema robusto di testing pre-partenza deve sostituire il regime delle quarantene e delle ragioni consentite per il viaggio, che rappresentano i motivi che stanno determinando l’annichilimento del trasporto aereo in questo momento“.

„Tali controlli – ha concluso Bassato – garantiscono un’area di rischio davvero residuale, perché è al massimo relegata alle 72 ore da quando il passeggero si è sottoposto al tampone al momento dell’imbarco“.

Adr puntualizza che „tutti gli aeromobili Alitalia vengono sanificati quotidianamente con prodotti ad alto potere igienizzante e, grazie ai filtri Hepa e alla circolazione verticale, l’aria a bordo è rinnovata ogni tre minuti e pura al 99,7%, come in una sala sterile, a conferma che il trasporto aereo resta la modalità di viaggio più sicura“.

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