Tesla, il caso Germania: l’elettrico fa male all’ambiente?

Può sembrare la battaglia di Davide contro Golia, ma agli abitanti di Erkner, a tre stazioni di treno dalla capitale Berlino, non interessa: la gigafactory di Tesla, che dovrebbe aprire a luglio, non si deve fare. Tra le altre ragioni, perché l’impianto potrebbe consumare fino a 3,6 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, cioè il 30% del volume disponibile nella regione (secondo un’inchiesta dell’emittente televisiva ZDF).

Steffen Schorch è a capo di un’associazione di quartiere ed è il rappresentante locale della Ong ambientale Nabu. Focalizza l’attenzione sulle risorse idriche: „Il sito Tesla si trova in una zona di protezione delle acque e, quindi, ha un’influenza diretta sul corso delle acque sotterranee – dice – così come un impatto legato alla possibile immissione di sostanze inquinanti. Inoltre, Tesla consuma molta acqua e la regione non ne ha“.

La possibile depauperazione delle zone umide protette, rifugio per la biodiversità locale, è un’altra preoccupazione. Le autorità ammettono il rischio, legato anche al “notevole impatto della siccità“, e hanno istituito un gruppo di lavoro per trovare soluzioni a lungo termine.

La „gigafactory“ è destinata a coprire 300 ettari, per una produzione di 500.000 veicoli elettrici all’anno e ospiterà „la più grande fabbrica di batterie del mondo“.

Manifestazioni, azioni legali, lettere aperte dei residenti nella zona, sostenuti da alcune Ong ambientali federali (Nabu e Grüne Liga), hanno fatto di tutto per ritardare il progetto, che gode però del favore generale. Per molti di coloro che vivono nei paraggi, altro non è che un disastro ambientale con le vaste foreste di conifere che hanno già lasciato il posto a edifici in cemento su suolo ocra.

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